Meccanismi di difesa: cosa sono e come li usiamo



I meccanismi di difesa sono processi generalmente inconsci che hanno la funzione di tenere lontani dalla coscienza, contenuti spiacevoli e desideri pulsionali inaccettabili (Lingiardi, Madeddu, "Imeccanismi di difesa").

Gli individui tendono a specializzarsi utilizzando in modo caratteristico le stesse difese nelle stesse situazioni. Tuttavia le difese evolvono durante lo sviluppo psichico verso forme più complesse e mature.

I meccanismi di difesa possono essere sia adattivi che patologici. Hanno un loro ordine cronologico durante lo sviluppo psichico e risultano più orientati in senso patologico se vengono utilizzati prima dell'età giusta o se vengono mantenuti troppo a lungo dopo di essa.


Meccanismi di difesa: esempi


Difese immature


Acting-out: l'individuo affronta i conflitti emotivi agendo impulsivamente e senza preoccuparsi delle possibili conseguenze negative. L'acting-out implica spesso un comportamento socialmente dannoso o autodistruttivo. La sua funzione è quella di permette al soggetto di scaricare o esprimere sentimenti e impulsi anziché sopportarli.

Dopo aver agito, Il soggetto può riacquistare la capacità di riflettere, si sente di solito colpevole o si aspetta una punizione a meno che non entri in gioco un'ulteriore difesa come la negazione o la razionalizzazione. L’acting-out è un comportamento non adattivo perché non mitiga gli effetti del conflitto interno e spesso procura al soggetto gravi conseguenze negative esterne.


Ipocondriasi: si manifesta attraverso l'uso ripetuto di lamentele nelle quali il soggetto chiede apparentemente aiuto e nello stesso tempo rifiuta consigli e suggerimenti, esprimendo in questo modo sentimenti nascosti di rabbia e ostilità. È una difesa contro il risentimento che l'individuo prova ogni volta che sente di dipendere emotivamente dagli altri. La rabbia sorge dalla convinzione che nessuno soddisferà realmente i suoi bisogni.


Aggressione passiva: l'individuo affronta conflitti emotivi esprimendo aggressività verso gli altri in modo indiretto e passivo. Una facciata di apparente disponibilità maschera una resistenza nascosta nei confronti degli altri. Essa compare quando qualcuno ha deluso il desiderio del soggetto di ricevere cure o la sua sensazione di averne diritto. La persona che fa uso dell'aggressione passiva ha imparato ad attendersi una punizione, una frustrazione o un rifiuto se esprime direttamente i propri bisogni e sentimenti. Il soggetto ritiene di aver diritto proprio alle cose che non chiede apertamente. In casi estremi il risentimento non è solo espresso verso gli altri in modo indiretto, ma viene rivolto contro di sé come modalità per colpire l'altro.


Proiezione: i propri impulsi inaccettabili sono "proiettati" all’esterno e di conseguenza percepiti come appartenenti ad un’altra persona.

In altre parole, l'individuo attribuisce erroneamente ad altri i propri sentimenti, impulsi o pensieri. La proiezione permette all’individuo di affrontare emozioni che lo fanno sentire troppo vulnerabile, (come vergogna) per poter ammettere di provarli egli stesso. È spesso alla base di sentimenti paranoici.


Difese narcisistiche


Svalutazione: l'individuo affronta i propri conflitti attribuendo caratteristiche esageratamente negative a sé stesso e agli altri.

La funzione della svalutazione è quella di accrescere l'autostima. I commenti negativi sugli altri di solito nascondono un senso di vulnerabilità, vergogna o mancanza di valore che il soggetto sperimenta quando si trova di fronte ai propri bisogni.

Chi usa questo meccanismo di difesa in genere fa uso di commenti negativi gratuiti senza aver apparentemente subito alcun torto o provocazione.


Idealizzazione: il soggetto attribuisce qualità esageratamente positive a sé stessi agli altri. Questo serve di solito come fonte di gratificazione e come protezione dai sentimenti di impotenza, o di poco valore.

Talvolta l'idealizzazione si presenta come una formazione reattiva, con l’obiettivo di nascondere l'aggressività e la conflittualità che si prova per una determinata persona.


Onnipotenza: il soggetto agisce come se fosse superiore agli altri, come se possedesse speciali capacità irrealistiche. Questa difesa protegge da una perdita di autostima che si verifica ogni qualvolta delle fonti di stress inducono sentimenti di delusione, impotenza o mancanza di valore.


Difese intermedie-nevrotiche


Rimozione: consiste nell’esclusione dalla coscienza di pensieri, desideri, fantasie o sentimenti inaccettabili. Sebbene gli aspetti emotivi siano chiaramente presenti, restano al di fuori dalla consapevolezza. Il soggetto prova sentimenti e impulsi che non riesce a riconoscere e analogamente non riesce a riconoscere le situazioni che può averli generati. La rimozione protegge il soggetto dalla consapevolezza di ciò che sta provando o che ha provato in passato. Può essere considerato un meccanismo basilare delle nevrosi poiché dal suo fallimento e dalla sua sostituzione parziale con altre difese, dipende la formazione delle varie sindromi nevrotiche.


Formazione reattiva: il soggetto sostituisce in maniera inconscia i propri pensieri o sentimenti inaccettabili con comportamenti, pensieri o sentimenti opposti. Rimpiazzando i sentimenti originari con i loro opposti, il soggetto evita sentimenti di colpa inaccettabili. Inoltre la sostituzione può gratificare il desiderio di sentirsi moralmente superiore. Si può ragionevolmente considerare presente la formazione reattiva quando un soggetto reagisce ad un evento con un'emozione opposta a quella che l'evento susciterebbe abitualmente nelle altre persone.


Spostamento: i sentimenti verso una data persona vengono spostati su un'altra o su un altro oggetto di solito meno minaccioso o conflittuale. L'individuo che usa lo spostamento può o non può essere consapevole che l'affetto o l'impulso espressi è stato spostato su qualcun altro. Lo spostamento permette l'espressione di un affetto verso una persona che possiede qualche somiglianza con il vero oggetto che inizialmente ha suscitati l'affetto e l'impulso. Qualcuno si arrabbia con il soggetto che a sua volta si arrabbia con un'altra persona.



Difese mature


Altruismo: l'individuo affronta i conflitti emotivi occupandosi dei bisogni degli altri al fine, almeno in parte, di soddisfare i propri. Attraverso l'altruismo l'individuo riceve una parziale gratificazione, o in modo sostitutivo o come risposta da parte degli altri. Il soggetto è di solito consapevole che le proprie azioni altruistiche sono sostenute da propri bisogni e sentimenti. In molti casi il conflitto ruota intorno all’angoscia relativa a situazioni passate stressanti per le quali era necessario un aiuto che in qualche modo non è stato disponibile o è stato insufficiente.


Sublimazione: i conflitti emotivi vengono incanalati, più che inibiti, in attività costruttive e utili. La creatività artistica e intellettuale è un esempio classico di sublimazione. Il risultato della sublimazione è che gli impulsi originari possono essere in qualche modo espressi, e nel contempo l’attività che ne risulta può essere fonte di ricompensa o di approvazione sociale.


Repressione: attraverso la repressione, il soggetto evita volontariamente e temporaneamente di pensare a problemi, sentimenti ed esperienze disturbanti. Questo può comportare l'esclusione dalla propria mente dei problemi fino al momento più opportuno per affrontarli. La repressione tiene lontani dalla coscienza sia il pensiero che l'affetto associato al fattore stressante, permettendo all’individuo di occuparsi di qualcos'altro. Nello stesso tempo, egli può richiamare all'attenzione cosciente il materiale represso perché non lo ha dimenticato. L'ansia nevrotica è ridotta al minimo poiché il materiale non è rimosso, sebbene l'ansia anticipatoria possa essere ancora presente finché non verrà affrontata la fonte.


Spesso le difese sono associate a possibili diagnosi psichiatriche, particolarmente ai disturbi di personalità.

Difese primitive comel' identificazione proiettiva, l'idealizzazione, l'onnipotenza, la scissione, sono spesso messe in relazione con un disturbo di personalità di tipo narcisistico o borderline.

All'interno di ogni singola difesa esiste inoltre un continuum di gravità che fa sì che anche l'intensità e non solo la presenza\assenza depongano per una determinata posizione diagnostica.


Da quando detto, risulta piuttosto evidente che l'uso di difese mature permette di affrontare i conflitti psichici interni e le fonti di stress esterne in modo costruttivo e sono allo stesso tempo un segno dell'evoluzione individuale.

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