Ipnosi Ericksoniana tecniche

ipno.png

Nel corso della sua carriera, Milton Erickson elaborò molteplici e, per molti versi, innovative tecniche ipnotiche. L’approccio ericksoniano all’ipnosi viene definito indiretto poiché la comunicazione è implicita e volutamente mascherata. In questo modo, una suggestione che potrebbe essere messa in discussione dalla mente critica, aggira le resistenze coscienti per essere percepita a livello inconscio dove produce i suoi effetti. 

Ciò distingue l’ipnosi ericksoniana da quella classica dove la comunicazione è diretta e il messaggio chiaro e spesso autoritario. 

Le tecniche ericksoniane di induzione della trance ipnotica sono state utilizzate da Erickson anche come procedimenti terapeutici.

 

Le tecniche di ipnosi indirette sono numerose e sarebbe difficile elencarle tutte, pertanto di seguito vengono descritte solo alcune delle principali. 

 

Tecnica della Confusione

La tecnica della confusione ha l’obiettivo di creare, attraverso un sovraccarico emotivo e cognitivo, uno stato mentale di disorientamento che spinge progressivamente il soggetto a un forte desiderio di una comunicazione chiara, nel tentativo di uscire dalla confusione. In questa situazione il paziente è completamente suscettibile ad ogni suggestione chiara è comprensibile.

 

La tecnica può essere puramente verbale o non verbale, o può esserci una mescolanza di entrambi gli aspetti.

Un tipo di comunicazione confusiva può essere la seguente:

"È sempre opportuno essere consapevoli di ciò che si dice per evitare di dire inconsapevolmente qualcosa che non si intendeva dire, così come è importante che ciò che viene detto non venga inconsapevolmente frainteso". 

Al momento opportuno viene aggiunto come suggestione, qualcosa di chiaro e comprensibile a cui il soggetto si aggrapperà per uscire dalla confusione:

"Ora puoi lasciarti andare ancora di più".

 

La comunicazione è volutamente complessa. Il discorso deve essere coerente e strutturato in modo tale che la sua comprensione richieda un certo impegno, in modo tale che l’attenzione del soggetto risulti completamente assorbita. È importante lasciare del tempo al soggetto per comprendere ciò che l’ipnotista dice, parlando lentamente o prendendosi delle pause, ma mai abbastanza perché ci riesca.

La rapidità, l'insistenza e la sicurezza con cui si danno le suggestioni servono impedire al soggetto di produrre una parvenza di ordine.

È necessario che l'ipnotista abbia un atteggiamento vago ma chiaramente interessato e presenti le comunicazioni con sicurezza, come se avessero un importante significato, con un tono che esprime un'aspettativa certa che il soggetto comprenda quanto viene detto o fatto.

La tecnica della confusione è un procedimento piuttosto complesso ma quando si è imparato a riconoscerne i processi fondamentali, si può ottenere una rapida induzione nelle condizioni più sfavorevoli.

 

Tecnica della Disseminazione

Essenzialmente si tratta di disseminare suggestioni all’interno di un discorso che fa da contesto generale e che ha lo scopo di fissare l’attenzione cosciente del soggetto. Prima che il paziente possa dissentire o mettere in atto qualsiasi forma di resistenza, l’attenzione viene ricatturata dal discorso. 

In questo modo le suggestioni così oscurate, non vengono percepite a livello cosciente, poiché appaiono come parte del discorso, ma solo a livello inconscio dove possono produrre i loro effetti.

È un metodo di induzione indiretta in quanto ciò che si chiede e si dice al soggetto, non è esplicito come accade nella suggestione diretta, tipica dell’ipnosi classica.

Si può avere un’idea della tecnica della disseminazione prendendo ad esempio una favola all’interno della quale vengono inserite al momento opportuno e stando attenti che il discorso resti coerente, parole quali “dorme, riposa, ecc.” o frasi, che contengono messaggi legati all’obiettivo terapeutico o all’induzione della trance.

 

Doppio legame

Quando parliamo di doppio legame terapeutico ci riferiamo ad una forma di comunicazione che dà l’illusione di una libertà di scelta tra due o più alternative. Qualunque sia la scelta del soggetto tra le alternative proposte, essa condurrà il comportamento nella direzione desiderata.

 

Il doppio legame viene usato come metodo di induzione ipnotica quando si chiede al soggetto ad esempio se vuole andare in trance ora o più tardi. In questa circostanza, la comunicazione è strutturata in modo tale che la questione non è se il soggetto andrà in trance ma se lo farà ora o più tardi. Qualunque sia la scelta, l’implicazione è che egli andrà in trance, ovvero il comportamento desiderato.

 

L’uso di doppi legami non riguarda solo il processo di induzione ipnotica ma è parte della psicoterapia ericksoniana, offrendo al paziente delle possibilità di cambiamento costruttivo.  Spesso vengono usati una serie di doppi legami quando uno solo non è sufficiente.

 

Il doppio legame in ipnosi ha lo scopo di confondere la mente conscia del paziente depotenziando schemi abituali, inclinazioni e limiti appresi.

 

Campo affermativo

Nelle induzioni ipnotiche e durante il processo terapeutico, Erickson faceva spesso uso del campo affermativo. Si tratta di una, più o meno lunga, serie di affermazioni, oggettivamente vere, formulate allo scopo di creare una situazione di accettazione. In questo modo si predispone il soggetto ad accogliere come vero tutto ciò che verrà dopo, facilitando l’accettazione della suggestione che segue. 

Un esempio legato alla vita quotidiana può essere la frase:

“Oggi è una bella giornata (dichiarazione vera). Andiamo a mare (suggestione)”.

Il campo affermativo precede la suggestione, ma può anche seguirla. In questo, esso caso funge da rinforzo. “Andiamo a mare. Oggi è una bella giornata”.

“I tuoi occhi sono chiusi, e sei seduto mentre mi ascolti (verità ovvie) e lentamente ti abbandoni sempre di più (suggestione)”.

 

Il campo affermativo può includere affermazioni che non hanno nessun legame con ciò che segue, ovvero con la suggestione, ma deve essere almeno un po' simile in modo che il soggetto intanto sia impegnato a trovare un legame. 

 

Ipnosi vicaria

L’induzione vicaria viene usata nei casi in cui il soggetto presenta forti resistenze all’induzione ipnotica. Essenzialmente essa fa uso di una terza persona che serve come tramite per dare suggestioni al paziente. 

Quando si utilizza questo tipo di tecnica, l’operatore spiega ad una terza persona cosa sta andando a fare e cosa accadrà, aggiungendo descrizioni su come si sentirà il soggetto. 

Queste descrizioni in realtà sono suggestioni indirette date al soggetto, parlando a qualcun altro. In questo modo si eludono eventuali resistenze. Il soggetto, infatti, non ha nulla a cui opporsi perché in apparenza, le suggestioni sono rivolte ad altri. Inoltre le spiegazioni pongono il soggetto nella condizione di ascoltare e cercare di capire. In questo modo diventa responsivo proprio per lo sforzo che fa per cercare di comprendere.

 

Induzione per ricapitolazione

L’induzione ipnotica per ricapitolazione, avviene attraverso una serie di domande che hanno il fine di rievocare nel soggetto, ricordi di sedute ipnotiche precedenti. Ne consegue che tale tipo di tecnica viene utilizzata solo dopo che la persona ha già avuto altre esperienze di ipnosi. 

Attraverso la rievocazione di ricordi si vogliono stimolare le stesse sensazioni provate in precedenza in quella situazione.

 

"Ricordi la posizione in cui eri seduto la scorsa volta? Ricorda cosa ho fatto o detto? E come fai a sapere quando stai per entrare in trance?"

Si può rispondere solo riattivando ricordi della trance precedente.

 

Quando il soggetto descrive gli avvenimenti della trance, sviluppa una trance spontanea perché tede a riviverli per poter ricordare.

La tecnica viene usata soprattutto con quei soggetti che in altre sedute, hanno sviluppato una buona trance. Inoltre la procedura riduce i tempi di induzione e facilita l’esperienza dell’ipnosi. 

 

Direttiva implicita

Nella vita di tutti i giorni come nell’ipnositerapia, spesso le implicazioni sono più potenti come suggestioni rispetto a ciò che detto direttamente.

 

Una gran parte della comunicazione nella terapia ipnotica, è effettuata in una maniera che nella maggior parte dei casi, l'implicazione non è programmata consciamente e spesso neppure riconosciuta.

Un esempio è l'uso di parole come continuare, nuovamente, ecc.

Dire "il tuo inconscio continua a lavorare", implica che ha già cominciato a farlo. Sebbene l'implicazione non viene percepita a livello cosciente, essa viene riconosciuta a livello inconscio.

 

Al livello più semplice, l'implicazione viene espressa verbalmente da se ... allora.

"Se ti stendi allora puoi andare in trance".

"Se ti siedi e tieni le gambe non accavallate e vi appoggi comodamente le mani sopra, allora sarai pronto per andare in ipnosi".

 

Il soggetto sedendosi con le gambe non accavallate, e appoggiandovi sopra le mani, sta anche accettando, probabilmente senza neanche rendersene conto, l'implicazione che andrà in ipnosi. 

 

Tali implicazioni oltrepassano idealmente la coscienza e automaticamente evocano i processi inconsci che faciliteranno l'induzione della trance. 

 

Una forma di comunicazione di questo tipo è la direttiva implicita. È composta da tre parti: 

Un'introduzione a tempo determinato; 

la suggestione implicita; 

una risposta comportamentale che segnala il momento in cui la suggestione implicita è stata compiuta. 

 

"Quando (introduzione a tempo determinato) hai raggiunto una sensazione di rilassamento e di benessere (suggestione implicita) i tuoi occhi si chiuderanno da soli (risposta comportamentale)".

 

La direttiva implicita dà anche ai pazienti la possibilità di riconoscere e ratificare la loro esperienza di trance, attraverso la risposta comportamentale.

 

Suggestioni contingenti

Spesso Erickson legava una suggestione ad un comportamento in atto o inevitabile. 

Un esempio di questo tipo poteva essere:

“Quando ti sentirai profondamente rilassato e tranquillo, potrai aprire gli occhi e svegliarti”.

Un comportamento inevitabile (aprire gli occhi) veniva fatto dipendere dall’esecuzione di una suggestione ipnotica, al fine di facilitarne l’esecuzione. 

Aprendo gli occhi, il soggetto “accettava” di sentirsi rilassato e tranquillo.

Si parla in questo caso di suggestioni contingenti.

 

Le suggestioni contingenti rendono il normale flusso di risposte volontarie da parte di un soggetto, dipendenti dall'esecuzione di una suggestione ipnotica.

Più un soggetto è chiuso dentro un determinato schema comportamentale più esso costituirà un veicolo efficace per la suggestione adeguatamente aggregata.

 

Quando il soggetto risponde ad una suggestione, è utile aggiungerne subito dopo un altra. Anche in questo caso, ciò rende più probabile che quest’ultima venga eseguita. Ne consegue che è utile cominciare con suggestioni semplici e che il soggetto metterà in atto con molta probabilità. La suggestione successiva più difficile da ottenere, verrà in questo modo facilitata in quanto il soggetto è più responsivo.

Conclusioni

Le tecniche esposte rappresentano solo una piccola parte dell'opera di Milton Erickson. Esse sono state sviluppate in molti anni di studi e sperimentazioni cliniche.

 

È facile intuire che le diverse tecniche posso essere combinate tra di loro e nell’applicare un doppio legame vi possono essere elementi di confusione o suggestioni disseminate, rendendole maggiormente incisive nel contesto ipnotico.