Falsi ricordi: quando la mente inganna

Aggiornamento: 28 feb 2021



Sebbene spesso affidabile, la memoria umana è anche fallibile. Le imperfezioni della memoria possono essere suddivise in sette categorie di base o sette “peccati della memoria” (Daniel L. Schacter). Tre di essi implicano diversi tipi di dimenticanza e sono noti come transitorietà, distrazione e blocco. La quarta categoria o persistenza, si riferisce a ricordi intrusivi e indesiderati difficili da dimenticare, come i ricordi di eventi traumatici. Più rilevanti per l'argomento del presente articolo, le ultime tre categorie riguardano diversi tipi di distorsioni della memoria: l’attribuzione errata, la suggestionabilità e il pregiudizio. Queste ultime sono responsabili dei “falsi ricordi”.


L'attribuzione errata si verifica quando le informazioni recuperate vengono assegnate alla fonte sbagliata (ad esempio, scambiando un evento immaginato in precedenza, per uno reale); la suggestionabilità si riferisce all'incorporazione nei propri ricordi di informazioni imprecise provenienti da fonti esterne, (come ad esempio nel caso delle domande fuorvianti); il pregiudizio riguarda l’influenza delle credenze e dello stato emotivo sui ricordi.

Tali distorsioni sono di grande interesse perché forniscono informazioni sulla natura costruttiva della memoria, rivelando come frammenti di informazioni vengono usati per formare ricordi con vari gradi di accuratezza.

I falsi ricordi

Proprio come la percezione, la memoria è un processo costruttivo che a volte è soggetto a errori e distorsioni. Queste ricostruzioni tendono ad essere influenzate da diversi fattori e possono dare origine a falsi ricordi.

Un falso ricordo è il ricordo di un evento che non si è realmente verificato. Può essere un ricordo di un evento del tutto inesistente oppure un’alterazione di una memoria reale. Il ricordo si forma o si trasforma senza esserne consapevoli e quando richiamato, esso è diverso da prima.

I falsi ricordi possono avere cause organiche o psicologiche. Le cause organiche responsabili sono da ricondursi a traumi o lesioni cerebrali, specie nelle regioni prefrontali e temporali, a disfunzioni neurologiche e a condizioni psichiatriche gravi.


Come si formano i falsi ricordi: aspetti psicologici

La ricerca ha mostrato che si possono creare dei ricordi del tutto falsi con vari meccanismi tra i quali i più importanti sono l’uso dell’immaginazione e dei suggerimenti.


Il ruolo dell’immaginazione

Cosa succede quando le persone immaginano eventi che non sono accaduti loro? l'immaginazione può condurre a vivere ciò che si è immaginato con la stessa autenticità di un'esperienza vera.

Un atto di immaginazione semplicemente fa sembrare l'evento più familiare e la familiarità è erroneamente correlata al ricordo piuttosto che all'atto dell'immaginazione.

Questi risultati confermano studi precedenti secondo cui molti individui possono costruire o essere indotti a costruire falsi ricordi complessi, vividi e dettagliati tramite una procedura piuttosto semplice.

Memoria impiantata per suggestione

Ricordi illusori possono anche verificarsi in risposta a suggerimenti. I falsi ricordi possono formarsi combinando i ricordi reali con il contenuto di suggerimenti ricevuti da altri, anche attraverso l’uso di domande. In questo caso le false memorie sono riconducibili all’influenza di esterni e sono determinati ad esempio dai racconti di familiari, amici, o altri, e da storie ripetute e risentite nel tempo. La misura dell'influenza è molto spesso legata alla fiducia nei confronti di chi le ha suggerito quel falso ricordo.


Particolarmente suscettibili a questo tipo di "manipolazione" sono i bambini. Diversi studi con bambini in età scolare e prescolare, hanno osservato che sebbene i loro ricordi siano spesso accurati, procedure suggestive possono portare alla creazione di falsi ricordi di episodi autobiografici. Uno studio in particolare ha mostrato che era sufficiente coinvolgere i bambini con domande ripetute su fatti inventati per farglieli credere veri. Queste false memorie erano così elaborate e dettagliate che non era possibile stabilire dove i bambini fossero stati condizionati.


Jean Piaget, noto psicologo infantile, racconta di un evento traumatico accaduto nella sua infanzia che lo ha influenzato per buona parte della vita: un tentato rapimento quando aveva due anni. Mentre era con la tata, un uomo si è introdotto in casa nel tentativo di rapirlo. Nonostante la sua età al momento dell’evento, egli ricordava molti dettagli di quell’episodio: si rivedeva in carrozzina mentre la sua babysitter si difendeva, la forma e il colore della carrozzina, i graffi sul viso della donna, il poliziotto con un bastone bianco che inseguiva il rapitore, la fuga concitata. La storia era confermata dalla tata, dalla famiglia e da altri che ne erano a conoscenza.

In realtà, il tentato di sequestro non era mai avvenuto. Anni dopo la tata di Piaget scrisse ai suoi genitori per confessare di aver inventato l'intera storia al fine di coprire il furto di un orologio che lei stessa aveva rubato in casa.

Il piccolo Jean aveva probabilmente sentito raccontare quella storia migliaia di volte, durante tutta la sua infanzia e pian piano quella suggestione è diventata indistinguibile da un ricordo reale.


Distorsioni dovute a pregiudizi

Infine, un altro esempio di memoria che fallisce sono le “distorsioni dovute a pregiudizi”. Alcuni ricercatori (Bransford e Franks) hanno indagato l'importanza dei desideri e delle credenze personali sull’accuratezza dei ricordi. Nel momento in cui vengono rievocati, i ricordi tendono ad essere coerenti con le proprie credenze, modificando il ricordo originario. Pertanto ciò che viene recuperato dalla memoria può differire da ciò che è stato inizialmente codificato a causa di credenze pregresse ("interferenza proattiva", quando informazioni già presenti in memoria modificano quelle nuove).

I processi della memoria e i falsi ricordi

La formazione della memoria comprende tre diversi processi: la codifica di ciò che viene percepito, il consolidamento dei ricordi e il recupero del materiale appreso. Tutti questi processi sono vulnerabili a errori specifici e i falsi ricordi possono formarsi in ognuna di queste fasi.


Un esempio per la formazione di falsi ricordi durante la codifica si verifica quando un ricordo di un evento immaginato viene successivamente ricordato erroneamente come un ricordo di un evento percepito.

Nella fase di consolidamento le informazioni archiviate nella memoria sono soggette a distorsioni dovute a nuove informazioni in arrivo ("interferenza retroattiva").

Le tracce di memoria acquisite di recente vengono integrate all'interno di memorie a lungo termine preesistenti, come avviene nella memoria indotta da suggestione.

Nella fase di recupero le distorsioni si basano sul presupposto che concetti simili sono collegati in memoria. Quando un concetto viene rievocato, vengono attivati anche altri concetti ad esso legati dando origine a distorsioni del ricordo.


Non è facile distinguere le false memorie da quelle vere. Gli studi che hanno utilizzato tecniche di neuroimaging hanno tentato di fare una distinzione sulla base delle aree cerebrali attivate. Alcune ricerche hanno evidenziato una maggiore attività cerebrale per i veri riconoscimenti rispetto ai falsi riconoscimenti; tuttavia i risultati ottenuti finora, sono eterogenei e richiedono ulteriori approfondimenti.

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