La comunicazione paradossale: cos'è il doppio legame


Il termine doppio legame è stato utilizzato per la prima volta dall'antropologo Gregory Bateson e dai suoi colleghi (tra cui Don D. Jackson, Jay Haley e John H. Weakland) a metà degli anni '50.

Il doppio legame si riferisce a quelle situazioni comunicative in cui vi è un’incongruenza tra linguaggio esplicito ed implicito. Esso si verifica quando una persona riceve messaggi in cui è presente una contraddizione tra il livello verbale (ciò che viene espresso a parole) e quello

non verbale (gesti, atteggiamenti, tono di voce, ecc.).

L'esempio classico è quello di una madre che esprime verbalmente al figlio il suo amore per lui e contemporaneamente manifesta segnali non verbali di rifiuto (si volta indietro con disgusto, o infligge punizioni corporali come disciplina). In questo modo il bambino si trova immerso in una contraddizione che coinvolge affetto e rifiuto.

Questa teoria è stata formulata per spiegare l’origine psicologica della schizofrenia. Bateson affermava che una persona sottoposta a esperienze di doppio legame nell’infanzia, può sviluppare in seguito sintomi schizofrenici.

Negli individui schizofrenici infatti sono state spesso riscontrate durante l’infanzia, esposizioni croniche di doppio legame nell’ambito di situazioni familiari, con particolare riguardo alla madre. La psicosi rappresenterebbe quindi una fuga dal conflitto generato dal doppio legame.


La teoria del doppio legame di Bateson riguardo la causa psicologica della schizofrenia, sebbene risulti incompleta, ha tuttavia evidenziato l’importanza dei modelli comunicativi e familiari nello sviluppo della salute mentale.


Il doppio legame come strumento di manipolazione

Il doppio legame è un fenomeno che si verifica nelle relazioni quando una persona emotivamente importante propone un paradosso che lascia senza via d’uscita.

Gli elementi necessari perché si verifichi una situazione di doppio legame sono i seguenti:


Due o più persone, una delle quali è la “vittima”. Le altre sono quelle con cui la “vittima” ha una relazione emotivamente significativa.

Esperienza ripetuta. Il doppio legame non è un’esperienza traumatica unica, ma così reiterata che la struttura del doppio legame diventa un’aspettativa abituale.

Un'«ingiunzione primaria», imposta al soggetto dagli altri, generalmente in una delle due forme seguenti: “Non farlo o ti punirò” o “Se non lo fai, ti punirò”.

La persona che avanza richieste contraddittorie aggiunge anche elementi punitivi. La punizione può consistere nella privazione dell’amore o nell’espressione dell’odio o della rabbia.

Un'«ingiunzione secondaria» in conflitto con l’ingiunzione primaria a un livello più astratto.


Pertanto l'essenza del doppio legame è rappresentata da due esigenze contrastanti, nessuna delle quali può essere ignorata o sfuggita. Questo lascia il soggetto in una situazione in cui qualsiasi sua reazione è sbagliata, poiché qualunque richiesta cerchi di soddisfare, l'altra non può essere soddisfatta. Per questo, le vittime del doppio legame spesso si sentono intrappolate in una situazione senza vie di fuga.

La vittima, incapace di arrivare a qualsiasi risoluzione di fronte al doppio legame, sperimenta ansia e paura per le conseguenze che seguiranno e una profonda insicurezza personale a causa dell'impossibilità di far fronte all'incompatibilità della situazione.


Ciò rende il doppio legame un metodo di coercizione e controllo nelle relazioni di ogni tipo. Molte persone applicano il doppio legame senza essere pienamente consapevoli del suo impatto, altri lo usano deliberatamente come strategia di manipolazione.


La figura dell'autorità, che sia un genitore o un partner, ricorre a tale strategia per ottenere il controllo sulla vittima nella relazione.


Doppio legame terapeutico

Oltre al doppio legame come situazione patogena, Bateson propone l'uso in psicoterapia di forme di doppio legame terapeutico. In questo caso, l’obbiettivo del doppio legame è quello di indurre un cambiamento. Sono situazioni di false alternative che hanno in comune una soluzione positiva per la persona. In altre parole, se si accetta l’illusione delle alternative proposte dal doppio legame, qualunque alternativa la persona sceglierà, porterà dei benefici.




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