L'apprendimento latente: cos'è e quali implicazioni ha in psicoterapia

Non tutto quello che apprendiamo si manifesta. A volte resta celato fino al momento giusto.


L’apprendimento latente si riferisce alle conoscenze che l’inconscio ha immagazzinato, di cui non si è consapevoli, e che si esprimono solo al momento opportuno. Si tratta di un processo di apprendimento graduale che non è immediatamente visibile sebbene le conoscenze sono state già integrate.


Il concetto di apprendimento latente è stato espresso all’inizio del XX secolo da Edward C. Tolman. Egli ha sviluppato la sua idea dopo aver scoperto come i ratti imparassero il percorso di un labirinto anche quando sembrava non avessero appreso tale conoscenza.


Tolman: l'esperimento del labirinto

Negli esperimenti condotti da Tolman, tre gruppi di topi furono messi all’interno di un labirinto e lasciati circolare liberamente.

Il primo gruppo riceveva una ricompensa (cibo) all’uscita del labirinto. I topi appartenenti a questo gruppo apprendevano il percorso del labirinto dopo pochi giorni dall'inizio delle prove.

Al secondo gruppo non veniva dato alcun tipo di rinforzo. In questo caso, i topi privi del rinforzo non furono in grado di individuare l’uscita del labirinto.

Il gruppo più interessante è il terzo. Il terzo gruppo riceveva cibo solo a partire dal 12° giorno. Durante i primi giorni nei quali i topi non ricevevano alcun rinforzo, le loro prestazioni erano del tutto simili ai topi del secondo gruppo. A partire dal 12° tuttavia, una volta ottenuta la ricompensa, essi riducevano drasticamente il numero di errori e la loro prestazione migliorava rapidamente, arrivando ad ottenere un risultato uguale a quello del primo gruppo.

In altre parole il terzo gruppo aveva costruito una rappresentazione “latente” del labirinto anche quando sembrava che i topi stessero girando a vuoto.

Tolman trasse la conclusione che il terzo gruppo aveva ugualmente appreso il percorso anche quando i topi continuavano a commettere errori ma l’apprendimento diveniva evidente solo in presenza del rinforzo.

Le informazioni quindi, nonostante erano già presenti nel repertorio comportamentale del soggetto, venivano utilizzate solo in un momento successivo, quando vi era la motivazione del cibo.

L'apprendimento latente ricorda quelle situazioni in cui si riescono a fare delle cose che nemmeno si immaginano.

L’apprendimento latente è la dimostrazione che ogni esperienza, anche senza alcuna nostra motivazione, intenzione, e reale coinvolgimento, insegna qualcosa, a prescindere dall’esserne consapevoli.


L'apprendimento latente in psicoterapia

Il concetto di apprendimento latente può essere applicato anche nell’ambito della psicoterapia. Nell'ambito di un processo psicoterapeutico possono manifestarsi dei miglioramenti improvvisi dopo momenti di stasi.

In alcuni casi sembra ci sia un blocco o un rallentamento nei progressi terapeutici mentre, quando si presenta “l’occasione”, il paziente manifesta cambiamenti e abilità che sono in realtà il risultato del lavoro svolto in precedenza. Ciò viene vissuto dalla persona come un insight, ovvero un’intuizione, una comprensione improvvisa che rappresenta un vero e proprio salto nella terapia. Può accadere quindi che alcuni pazienti che sentono di non aver fatto grandi progressi, si ritrovano improvvisamente ad affrontare le situazioni in modo diverso oppure osservano un’improvvisa remissione dei sintomi o un repentino cambiamento a livello personale.




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